Trilogia Grisha: da stereotipo YA a saga fantasy da ricordare

Grisha Trilogy è una saga fantasy scritta da Leigh Bardugo, una promettente autrice di fantasy che ha saputo destreggiarsi nel mare magnum della letteratura fantastica contemporanea, portando alla luce sette libri, divisi in saghe che si svolgono tutte nello stesso mondo.

In questo articolo mi concentrerò soprattutto sull’analisi della Trilogia Grisha, quindi: Tenebre e Ossa, Assedio e Tempesta e Rovina e Ascesa, ma non escludo che verranno riprese anche le tematiche della duologia di Sei di Corvi e Regno Corrotto. Quindi se non volete rovinarvi la storia vi sconsiglio la lettura, in alternativa vi invito di lasciare un commento o di scrivermi su Instagram o Telegram per parlarne insieme!


World-building del Grishaverse: struttura e sistema magico della Trilogia Grisha

Chi legge fantasy sa, quanto sia importante la costruzione del mondo e quando dev’essere immersivo per poter rendere la narrazione credibile e piacevole. Il Grishaverse prende ispirazione alla Russia Zarista del XIX secolo, per la precisione Ravka prende ispirazione a questa epoca.

Ravka è un regno in guerra i regni vicini, a Nord Fjerda ed a Sud Shu Han, quindi non ha una frontiera ben definita, ma cosa più interessante è la Faglia d’Ombra, uno squarcio nel territorio che divide in due la nazione, rendendo impossibile un’effettiva unificazione del paese nonché una discreta difficoltà per il regno a gestire il proprio commercio visto che l’accesso al mare è possibile solo da Ravka Ovest. Della Faglia si sa poco e nulla, solo che fu creata da un Grisha con manie di potere, è così presente nella vita dei Ravkiani che per arginare il problema si sono inventati le Vele Sabbia, delle golette che navigano sulla sabbia e dovrebbero essere fatte per attraversare la Faglia, popolata da mostri.

L’ elemento magico nel Grishaverse, sono appunto i Grisha, degli umani che hanno il potere di modificare la materia. La chiamano Piccola Scienza, i Grisha manipolano la materia per piegare il proprio potere alla propria volontà. I Grisha sono impiegati a Ravka come soldati e fanno parte del Secondo Esercito, costituito da soli Grisha, che sono divisi per Ordini in base alle loro specialità e talenti: I Grisha Etheralki, gli Evocatori che manipolano gli elementi, i Corporalki, che si occupano del corpo umano, sia per guarire che per uccidere ed infine i Fabrikator, che hanno il potere di manipolare la materia, come i metalli. Fanno eccezione la protagonista, Alina Starkov, il Darkling e altri Grisha presenti della storia, loro seguono un potere diverso, che li rende unici. In pratica il loro potere deriva dalla manipolazione di ciò che esiste, non possono creare e distruggere niente se non manipolando quello che esiste.

La trilogia Grisha si svolge prevalentemente a Ravka e pian piano ne scopriamo la tradizioni, le usanze e le opinioni.

I personaggi della trilogia grisha: Alina, Mal e il Darkling

A tempo zero siamo proiettati in questa nazione in guerra e la narrazione in prima persona ci fa vedere il mondo con gli occhi di Alina Starkov, una mappatrice che fa parte del Primo Esercito di Ravka, con lei il suo amico Mal, unico vero legame che ha sin dall’infanzia, essendo rimasti entrambi orfani. Alina è il classico stereotipo di personaggio YA, passa più tempo a lamentarsi e piangersi addosso che concludere davvero qualcosa, l’apice del piagnisteo sarà più avanti nel romanzo, ma veniamo subito a sapere che questa giovane e presumibilmente banale ragazza scopre di essere una Grisha, ma non una Grisha qualsiasi, lei ha il potere di evocare la luce.
Quindi viene impacchettata e spedita dall’Oscuro, uno dei personaggi migliori della trilogia. L’Oscuro il cui nome non ci è rivelato fino alla fine della storia, è il capo del Secondo Esercito, l’esercito dei Grisha. Lui sa evocare l’ombra, il che lo rende totalmente inadatto a destreggiarsi con la Faglia, mentre grazie ad Alina, comincia a vedersi un barlume di speranza per Ravka. Ecco quindi chiudersi il triangolo che sarà motivo di litigi inutili e dialoghi ancora più assurdi per tutto lo sviluppo della storia, in realtà poi all’Oscuro viene sostituito Nikolai, perché non esiste storia d’amore nei romanzi YA se non ci sono terzi a sgretolare l’idillio.
Alina è mandata ad OS Alta per cominciare il tuo allenamento grisha e imparare a gestire il suo potere, dove passa più tempo a mortirifcarsi e lamentarsi delle grisha belle e sexy che la prendono in giro. Spoiler: Fatto mai verificato perché essendo la narrazione in prima persona noi sappiamo solo quello che sperimenta Alina)….Poi che succede? Ecco….Poi la storia va ESATTAMENTE come deve andare in un romanzo che non ha niente di particolare se non i personaggi secondari e il word building. E indovinate? Io credo che sia voluto.

Evoluzione dell’intreccio della Trilogia Grisha

Voi ve lo ricordate quando a scuola abbiamo sperimentato i primi temi? Quando vi facevano studiare le favole con quei termini come « fabula » e « intreccio » quando ci facevano fare la scheda de La Volpe e l’uva, dove dovevi mettere quando l’intreccio veniva sciolto e la morale finale, sì? (io evidentemente me lo ricordo) Ecco, incredibilmente, nonostante una bruttissima premessa, la trilogia Grisha riesce a svilupparsi in modo interessante portando alla luce un intreccio complesso, non ne fatti che si svolgono, ma nella chiave psicologica dei personaggi. Se Alina è rilevante come una bandiera di Ravka logora, l’Oscuro offre una sfaccettatura di personalità non indifferente, non essendo il classico antagonista mosso da una cattiveria recondita, l’Oscuro ha le sue buone ragioni per fare quello che fa. È il prodotto della sofferenza di sua madre e di un mondo che non l’ha mai accettato per quello che è, un potere unico visto male anche fra la sua stessa gente, altri Grisha. Lui vuole per la sua gente un luogo sicuro, dove non essere ridotti in schiavitù o torturati per il semplice fatto di possedere dei poteri. Credo che nell’Oscuro si possa riflettere tutta l’evoluzione della trilogia, non è quello che sembra, è molto di più.

Ma la cosa davvero rimarcabile di questa saga sono tutti gli elementi folkloristici che si ispirano direttamente alle tradizioni slave: il culto dei santi, prende derivazioni opposte, da chi non crede alla storia dei santi e pensa che siano favole per bambini a chi, come l’Apparat crea una setta di fanatici religiosi che venerano Sankta Alina, che non è altro che una semplice ragazza con un potere che delle volte fa acqua da tutte le parti. Tutto l’intreccio della trilogia grisha si basa proprio sulle impressioni, quelle che danno i personaggi e quelli che sono realmente. Tutto sembra qualcosa che non è, oppure lo è ma non è come l’avevi pensato. Il Darkling non è malvagio, anzi in alcuni momenti si rivela essere un ragazzo insicuro, non più forte del suo potere, non più sicuro del sacrificio richiesto per portare a termine del suo progetto, agisce in modo spietato perché spietata è stata la vita con lui. Genya, la grisha al servizio dei reali, fa della sua avvenenza il suo potere (non magico) e per punirla il Darkling le toglie proprio quello, quello che la rendeva unica e tolta questa maschera ci ritroviamo a dover rivedere le impressioni che ci eravamo fatte su di lei, lo stesso vale per qualsiasi personaggio, Alina stessa cresce e capisce quali sono le cose davvero importanti, eterna è la lotta fra quello che è giusto fare e quello che vorrebbe fare. Altro tema ricorrente è il sacrificio. Quello che molti vedono come un talento con cui Alina è fondamentalmente nata, è un costante tormento per lei, per quello che vorrebbe essere e per quello che dovrebbe essere. Quando Alina capisce che deve sacrificare qualcosa per vincere, guadagna il suo vero potere.

Per concludere, questa trilogia è cominciata nel peggior modo possibile, ma le capacità della scrittrice Leigh Bardugo ha fatto si che si guadagnasse il suo meritatissimo spazio nella letteratura fantasy, non a caso, la duologia di Sei di Corvi che si svolge sempre nel Grishaverse, ha uno stile molto più maturo ed è evidente il lavoro che ha fatto l’autrice per perfezionare una scrittura già molto promettente. Ho dedicato un episodio del mio podcast un Viaggio Inaspettato proprio al Grishaverse, andate ad ascoltarlo!

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