La comunicazione letteraria: la base del testo narrativo

La comunicazione letteraria è una forma particolare di comunicazione scritta e risponde ai caratteri della comunicazione linguistica. La particolarità della comunicazione letteraria è il testo estetico.

Che cosa è il testo estetico nella comunicazione letteraria?

Nella grande gruppo della comunicazione scritta bisogna fare due grandi differenze: il testo estetico e il testo non letterario. Per esempio, la vostra tesi di laurea è un testo non letterario, anche se magari parla di letteratura, il testo estetico (chiamato anche testo narrativo) è il romanzo/poesia/novella/fiaba che state scrivendo.
Il nucleo di questo testo estetico è il messaggio: ovvero quello che volete trasmettere con la vostra produzione letteraria.

Come capire che il testo che state leggendo è un testo estetico? Per quanto possa essere scontata questa domanda, quando si parla di comunicazione letteraria, non bisogna mai dare niente per scontato, anzi è bene definire ogni cosa. Avete presente gli pseudobiblion? O i romanzi come Casa di foglie? Se io m’imbattessi in Casa di foglie, magari trovando il testo per terra e senza copertina (o qualsiasi altra indicazione che mi faccia capire che tipo di testo sia) come farei a capire che è un romanzo e non il resoconto di una persona a cui manca decisamente qualche venerdì? Semplice: con la manipolazione del testo. La manipolazione del testo è la chiave di volta per l’interpretazione del testo che vi ritrovate tra le mani.

Cosa si intende per manipolazione del testo? La manipolazione del testo è la chiave in sé per definire un testo estetico. Se io volessi parlare di un tramonto potrei farlo con una descrizione scientifica dell’evento (quindi produrrei un testo non letterario) o potrei scrivere una cosa del genere: « La giornata volgeva al suo termine, il sole era uno scudo incandescente che spargeva scintille dorate sulla cresta del mare ».
Cosa ho appena fatto? Ho manipolato la lingua italiana per veicolare il mio messaggio (ovvero parlare del tramonto) in modo estetico (che risultasse bello a me che lo scrivo ed al lettore). Ma non finisce qui, la mia manipolazione non è casuale, ho usato un certo tipo di vocabolario: « scudo incandescente » per definire il sole, la mia idea poteva essere un voluto richiamo bellico oppure un’allusione al fatto che scientificamente parlando, il sole è una stella incandescente. Le « scintille dorate » non sono altro che i riflessi che si vedono nel mare al tramonto, ma se il mio intento era quello di pensare alla fucina di Efesto, mi sono tenuta su un gruppo semantico che richiama la guerra/la forgia. Quindi il modo in cui decidiamo di narrare il nostro messaggio è la manipolazione del testo.

La rappresentazione della realtà nella comunicazione letteraria

Dopo aver capito che è molto importante il modo in cui veicoliamo il nostro testo estetico, un altro nodo che viene al pettine è la rappresentazione della realtà.
In che senso? Lo so, sembrano voli totalmente pindarici, ma seguitemi amici e cerchiamo di navigare in modo sicuro in questo mare magnum che è la letteratura.

Nel momento esatto in cui si scrive un testo narrativo ( o estetico) noi creiamo una rappresentazione della realtà, avete presente la mia descrizione del tramonto? Io ho creato una rappresentazione della realtà a parole mie. Nella comunicazione letteraria, questa rappresentazione viene chiamata mondo possibile.

I mondi possibili non sono altro che le realtà che noi creiamo nei nostri scritti, che possono essere speculari al nostro (es. una biografia), possono avere divergenze (tipo i romanzi con elementi di realismo magico) o essere totalmente inventati ( Arda, Westeros, Mondo Disco etc.).

Questa in grandi e semplici linee è la comunicazione letteraria, che vorrebbe servirvi da base se avete intenzione di scrivere un romanzo o se come me, adorate la teoria della letteratura e volete cimentarvi nell’analisi delle opere letterarie.