Piranesi e la Casa: analisi sul romanzo di Susanna Clarke

Uscito il 4 febbraio, Piranesi scritto da Susanna Clarke, edito in Italia da Fazi Editore, per la collana Lain YA e tradotto da Donatella Rizzati, racconta la storia di Piranesi, un giovane che vive all’interno della Casa: un luogo incredibile, decorato di statue marmoree, con l’oceano nei suoi piani inferiori e le nuvole in quelli superiori. La Casa è tutto il mondo di Piranesi, che con occhio da ricercatore, la racconta al lettore e racconta di se stesso. Queste sono le mie riflessioni su Piranesi di Susanna Clarke, che vi consiglio di non leggere se non avete già letto il romanzo.

La simbologia della Casa e di Piranesi

Tutto il romanzo è ricco di simbologia, si potrebbe quasi dire che Piranesi di Susanna Clarke, sia un’allegoria sulla mente e sulle sue funzioni. Ma io vorrei dare un particolare spazio alla simbologia della Casa e di quello che custodisce al suo interno: la Casa – da scrivere in maiuscolo, ne parlerò più avanti – è ricca di statue, che sono l’essenza stessa dell’allegoria nell’arte plastica, rappresentano qualcosa, sono archetipi di idee, pensieri e sentimenti.  La statua preferita da Piranesi è quella di un fauno, che suona un flauto -con una breve ma chiara allusione al Signor Tumnus delle Cronache di Narnia ( l’avete notata?). La statua di questo fauno non si trova in una stanza ma in un disimpegno tra due saloni e simboleggia la zona di confine in cui si trova Piranesi stesso, non solo a livello fisico ma anche a livello mentale. La Casa è la Mente, nella sua forma più pura, è il luogo delle idee senza preconcetti, della scoperta della realtà, tutto nella Casa rappresenta il pensiero umano, i saloni superiori, ricoperti di nuvole solo le idee, i pensieri, mentre i saloni inferiori, inondanti dal mare sono le emozioni. C’è una costante interazione fra questi due livelli, che si manifestano con inondazioni e cambiamenti climatici che influiscono sui piani di mezzo, quelli che abita Piranesi, questo è il prodotto della Mente, che cambia con l’esperienza e la conoscenza. 

Numerologia e messaggi esoterici

Piranesi è uno studioso, un’esploratore e non lascia niente al caso, tutto è riportato con minuziose descrizioni, tutto è spiegabile o lavora per spiegarlo. I numeri sono importanti sin da subito, sappiamo che Piranesi abita la Casa ma che c’è anche l’Altro, simbolo dell’abivalenza tra l’Io e l’Ego, ma chi è l’Altro? Scopriamo chi sia l’Altro solo verso la seconda metà e questo romanzo risulta così complesso che per forza di cose ci chiediamo chi sia l’Altro e se esiste davvero, ma anche il senso di esistere, che forma ha in Piranesi di Susanna Clarke? Quindi abbiamo il numero 2, che in numerologia è il simbolo della separazione ma anche dell’associazione, le polarità differenti ma anche la cooperazione, infondo Piranesi e l’Altro lavorano insieme per uno scopo. Le due polarità possono descrivere anche simboleggiare la discordia ed il conflitto, basti pensare alle molteplici interpretazioni del Tao. le due valenze, quella positiva che richiama l’istinto di protezione – quello di Piranesi per la Casa – in forma negativa, quella avida e frustrata dell’Altro, che dimostra l’insoddisfazione di non essere in prima posizione. Poi ci sono i corpi trovati da Piranesi, che sono tredici, tredici simboleggia la fine di un ciclo, nel corso dell’anno sono presenti tredici lune piene. Tredici è l’eterna distruzione e creazione della vita, è il cambiamento stesso, quello inevitabile. Ed infine ci sono i messaggi, qualcuno cerca di mettersi in contatto con Piranesi e lo fa cercando di lasciare messaggi scritti che Piranesi all’inizio decide di non leggere per non alterare il suo pensiero, nella sua accezione più pura di messaggio, qui si ritrova l’unicità del messaggio stesso, unico ed irripetibile, anche se le parole usate sono comuni e usate spesso. Alla base di una delle concezioni della linguistica, sta l’unicità del messaggio. Ma il messaggio non è solo verbale o scritto, può essere anche simbolico e questo Susanna Clarke lo fa in modo magistrale, anche se poco chiaro per chi non è esperto nel campo: Piranesi interpreta il movimento degli uccelli sulle statue, come un messaggio per lui dalla parte della Casa, nella precisione gli uccelli si posano prima sulla statua di un bambino e poi su quella dei topi, ho visto un richiamo alle Sibille, nella precisione quelle di Mlle Lenormand, nota lettrice di queste carte simili ai tarocchi, nella precisione quella del bambino e dei topi, messe vicine rappresentano un ammonimento. 

La narrazione e lo stile

Piranesi di Susanna Clarke è scritto in prima persona, in realtà noi leggiamo il diario di Piranesi, che analizza, definisce e descrive. Infatti ogni oggetto della casa è definito con la maiuscola, perché le statue non sono composizioni di marmo e basta sono Statue con una propria identità, così come i libri, i diari, non sono oggetti comuni sono l’essenza stessa dell’oggetto, l’archetipo dell’oggetto che si ha nella mente. I diari hanno un processo di datazione tutto personale, perché fino alla fine non si sa chi sia Piranesi, nemmeno lui sa davvero chi è, quindi la sua mente si plasma dando importanza a cose diverse relative alla realtà in cui vive, come l’avvento di un albatro. La narrazione è fondamentale per creare un legame con Piranesi, la prima persona ci aiuta non solo a creare un legame diretto, leggendo i suoi pensieri ma anche per creare empatia sulla purezza della sua personalità, osservando noi, che siamo dall’altra parte del libro, la semplicità delle sue idee e la presa di coscienza sulla realtà delle cose. 

Voi avete letto Piranesi di Susanna Clarke? Su questo romanzo potete anche ascoltare l’episodio del mio podcast: un Viaggio Inaspettato.