Clubhouse e libri: come sfruttare questo nuovo social

Clubhouse sta diventando il sussurro di chi gira sui social, chi ci sta, chi vorrebbe entrarci, chi si astiene, chi non sa nemmeno come aprire l’App store. Insomma, clubhouse e i libri, si può fare? In un web saturo ormai di booktuber, bookstagrammer book-quellochevipare, noi lettori più incalliti ci diamo appuntamento soprattutto su Goodreads (diventiamo amici su goodreads e parliamo di libri), ma per chiunque abbia un’attività che si promuove sul web è normale tenersi aggiornati sulle nuove piattaforme (io rimpiango ancora Vero).
Dopo una settimana passata su clubhouse (e confesso di aver fatto silenzio) ho cercato di capire come poter sfruttare questo social per il mondo dei libri.

Clubhouse sfrutta la voce (per parlare di libri)

Al contrario di tanti social, Clubhouse prevede un’interazione simultanea tra colui che ha creato la stanza e chi partecipa, tutto avviene in diretta e tramite l’alzata di mano chiunque può prendere la parola. Questo potrebbe essere un bellissimo modo per dare vita a gruppi di lettura, è la prima cosa che mi è venuta in mente, al contrario di live o chat telegram, dove è possibile discutere di libri insieme.

Darsi appuntamento una volta al mese e discutere di un libro scelto insieme o magari creare una scaletta di lettura, lasciando libera la possibilità di partecipare. Io probabilmente prenderei parte a priori, sono una di quelle persone che nei libri cerca i messaggi tra le righe, non tanto come si snoda l’intreccio. Decisamente il modo migliore per unire Clubhouse e libri. Certo il parlare a ruota libera come se si facessero due chiacchere al bar spesso fa fare digressioni enormi, quindi chi modera la stanza dovrebbe cercare di non mandare la discussione a briglie sciolte, perché se io entro per parlare di Orgoglio e Pregiudizio, esco nemmeno 5 minuti dopo se nella stanza si sta parlando di tutt’alto.

pagina profilo clubhouse
schermata clubhouse esplora
schermata clubhouse relativo ai libri

Clubhouse e la variante tempo

Per quanto questa idea sia molto interessante e incredibilmente democratica ha l’effetto collaterale di essere un divoratore di tempo. Per partecipare attivamente su questo social, bisogna esserci, non sono commenti a cui si può rispondere mentre si fa la fila alla posta, un è il solito scroll-down, ma è richiesto un contenuto attivo ed immediato. Sicuramente per me, che in quanto libera professionista, è decisamente impossibile stare su clubhouse esattamente come posso stare su Instagram o Twitter, visto che l’organizzazione è parte fondamentale per il mio lavoro (idea libro: La mia vita è un piano editoriale) e se mi ritrovo in mezzo al pomeriggio a stare ferma sul divano vuol dire che non sto facendo abbastanza (a meno che non abbia previsto di prendermi un pomeriggio di riposo). Ma se pianificato attentamente può essere una valida alternativa alle live, perché mette tutti sullo stesso piano, non c’è uno che parla e gli altri che commentano in diretta. Live a cui io non riesco mai a partecipare, perché il mio tempo lontano dal lavoro (e quindi dai social) lo passo con le persone analogiche della mia vita.

E voi siete su Clubhouse? Che ne pensate di questo social? Parliamone nei commenti o su Clubhouse!